martedì 23 maggio 2017

venerdì 19 maggio 2017

Sentiero dei Santuari

Sentiero "Alessandro Davite" tracciato dal CAI di San Salvatore Monferrato (AL).




n.727- Casale e il Monferrato

Percorso adatto anche all’utilizzo in mountain bike
Insieme al sentiero 602 questo percorso costituisce il lungo itinerario denominato “Sentiero Alessandro Davite”, (dedicato allo scomparso socio del Club Alpino di San Salvatore e caratterizzato dai segnavia con la sigla MPC) che unisce il Santuario della Madonna del Pozzo al Santuario del Sacro Monte di Crea, con una lunghezza complessiva di 36,50 km.
Dal paese di Mirabello Monferrato si seguono le indicazioni per la Pieve di San Giovanni, nei cui pressi si può parcheggiare l'auto; oltrepassata la chiesetta campestre si  giunge al ponticello sul Torrente Grana, ove ha inizio il sentiero.

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La mappa del percorso 

Sentiero dei Santuari “Alessandro Davite” MPC 602/727

 

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martedì 16 maggio 2017

Domenica 21 maggio: Riserva Naturale dell'Adelasia (SV)

La Riserva prende nome dall'omonima rocca così chiamata in onore della principessa Adelasia, figlia dell'imperatore Ottone I di Sassonia, che secondo la leggenda popolare durante la sua fuga in Liguria con l'amato Aleramo, lo scudiero e che ella aveva sposato contro il volere del padre, proprio in questi boschi trovò un sicuro rifugio prima di raggiungere la costa dove fondarono la citta di Alaxia, l'odierna celebre Alassio. Le sue peculiarità geomorfologiche (Rocca dell'Adelasia, grotte e fenomeni carsici), ricchezza di acque e maestosi boschi di faggio, cui si affiancano a formazioni di tipo mediterraneo, praterie e radure, rappresentano le principali caratteristiche dell'unica Riserva ligure interamente di proprietà pubblica.

La Riserva prende nome dall’omonima rocca così chiamata in onore della Principessa Adelasia figlia dell’imperatore Ottone I di Sassonia, che secondo la leggenda popolare durante la fuga in Liguria con l’amato Aleramo, lo scudiero che ella aveva sposato contro il volere del padre, proprio in questi boschi trovò un sicuro rifugio prima di raggiungere la costa dove, con il suo sposo, fondò la città di Alaxia, l’odierna e celebre Alassio.

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Riserva Naturale dell'Adelasia


lunedì 15 maggio 2017

Disavventura a lieto fine per una comitiva sul Beigua

Varazze (SV). Disavventura a lieto fine per una comitiva di 42 escursionisti della Brianza. Il pullman sul quale si trovavano a bordo è finito in una strada troppo stretta. La comitiva ha iniziato allora a camminare su un sentiero del Beigua fino al rifugio Pratorotondo.

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sabato 13 maggio 2017

Case cantoniere, torri e locande sui cammini italiani: cambiare vita si può…

È il progetto di riqualificazione "Valore Paese - Cammini e Percorsi" del Demanio: vecchie case cantoniere, locande, masserie, piccole stazioni, torri e monasteri da recuperare e trasformare in strutture turistiche per chi va a piedi o in bicicletta. Quasi gratis...

Gli ostelli più caratteristici della Via Francigena sono forse quelli di Cassio e del Passo della Cisa: due vecchie case cantoniere dell’Anas ristrutturate e adibite all’accoglienza dei pellegrini. Un’idea di recupero del nostro patrimonio architettonico messo al servizio di quanti scelgono un turismo lento e a basso impatto. Oggi è possibile estendere questa esperienza a livello nazionale dando l’oportunità di intraprendere una nuova attività imprenditoriale a chi desidera… cambiare vita.

Vecchie case cantoniere, locande, masserie, ostelli, ma anche piccole stazioni, caselli idraulici, ex edifici scolastici, torri, palazzi storici, monasteri e antichi castelli, tutti da recuperare e pronti a diventare strutture turistiche da scoprire rigorosamente a piedi o in bicicletta. È il concetto di riuso nell’ottica della riqualificazione culturale il fulcro di Valore Paese – Cammini e Percorsi, il progetto dell’Agenzia del Demanio, con Mibact e Mit, per promuovere l’idea di un turismo lento ed esperienziale, più consapevole e di qualità, sfruttando oltre 100 immobili pubblici (43 gestiti dall’Agenzia del Demanio, 50 degli Enti territoriali e 10 di Anas) dislocati lungo gli itinerari storico-religiosi e i percorsi ciclopedonali da Nord a Sud dello Stivale.

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Domenica 25 giugno: Garbagna Trail Montebore (AL)



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giovedì 4 maggio 2017

Trekking: origini e significato del termine

Il significato di trekking deve essere ricercato nel verbo inglese to trek, che significa fare un viaggio lungo, camminando piano. Un mix tra camminata in mezzo alla natura ed escursionismo. Gli appassionati di questa attività prediligono ampiamente le zone di montagna. In Italia infatti la meta più gettonata, per la pratica del trekking, è proprio il Trentino, un’area ricca di percorsi, che possono variare dal più semplice a quello più complesso, magari in quota e durante la stagione invernale. E’ un’attività molto salutare, a patto di essere preparati per svolgerla.

Fonte immagine
Trekking, il significato del termine ha avuto origine in Sudafrica nel XIX secolo, dopo la conquista inglese del territorio. Gli olandesi, sconfitti, dovettero andarsene e attreversare spinosi sentieri; da qui la parola trekking. Nell’ultimo decennio questa attività sportiva è molto amata in Italia e in Trentino si è espansa a macchia d’olio, soprattutto in estate. Camminare in montagna e in mezzo alla natura è la scelta più salutare che si possa fare. L’aria pura e fresca aiuta a rilassarsi e ad allontanare lo stress della settimana lavorativa.

E’ consigliabile essere in buona forma fisica per affrontare le pendenze dei sentieri, l’alta quota, le stradine sterrate e scoscese dei pendii. Esistono diversi tipi di trekking, quello itinerante e quello residenziale. Il primo prevede un tour ad anello dove ogni notte si cambia rifugio, il secondo prevede di dormire sempre nello stesso posto e di scoprire ogni mattina un nuovo sentiero da percorrere. Il trekking è un’attività che può essere svolta in solitaria o in gruppo. Se i percorsi che dovrete affrontare saranno particolarmente impervi, è consigliabile organizzarsi con altre persone.

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mercoledì 3 maggio 2017

La balconata del Bianco (AO)

Trekking della Val Vény e Val Ferret: sono due delle più belle valli alpine da cui ammirare il Monte Bianco. Entrambe offrono sentieri per trekking semplici ed alla portata di tutti oltre che scorci mozzafiato sulla Catena del Tetto d’Europa.

 

 

Val Veny, il Balcone sul Bianco.

Questo trekking classico, che unisce i sentieri dall’Arp Vielle al Col Chécrout passando per il Mont Fortin e Chetif, è uno dei migliori itinerari per godere di “sua maestà” il Monte Bianco in tutta la sua imponenza e a distanza ravvicina. La camminata ha uno sviluppo circolare, si parte dalla Visaille in Val Vény, passando per il sentiero del Mont Fortin, i laghetti alpini dei Vesses e del Col Chécrout fino ad arrivare al rifugio Maison Vielle. Questo trekking inoltre è un buon modo per vivere in estate il comprensorio di sci, arrivati alla Maison Veille, si può scegliere se proseguire a piedi verso la Val Vény, oppure fermarsi per un bagno ristoratore e una sauna alla piscina alpina di Plan Chécrouit.

La Balconata della Val Ferret

La balconata della Val Ferret, è uno spettacolo nello spettacolo dove il panorama la fa da padrone. Si percorre fondamentalmente il sentiero n.1 (TMB) che si affaccia sul Monte Bianco e la sua catena così vicina, che sembra poter toccare la neve delle Jorasses o il granito del Dente del Gigante. L'itinerario trekking prevede diversi sentieri e varianti più o meno difficili o impegnative (Mont de la Saxe, Col de Malatrà, Valle Arminaz). La via classica e più semplice parte da Planpicieux, ed arriva al Rifugio Bertone. Da qui, giunti alla baite di Leuchey si imbocca un sentiero pianeggiante immerso tra prati punteggiati di rododendri e pascoli fino al Rifugio Bonatti. Dal Rifugio Bonatti si riparte verso l’Apr Nouvaz in discesa.

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Il Monte Bianco in diretta dalla webcam




domenica 30 aprile 2017

Teramo, due alpinisti morti sul Gran Sasso Tratti in salvo altri 3 compagni di scalata


Due alpinisti sono morti quest’oggi sul Gran Sasso in un tentativo di ascesa verso la vetta del massiccio appenninico. Altri tre alpinisti (che non erano in cordata ma erano partiti insieme alle vittime) si sono salvati, ma sono in stato di choc e lievemente feriti.

La tragedia si è verificata intorno alle ore 9/9.30 sul lato teramano non lontano dalla vetta del monte Brancastello: a provocare la disgrazia sarebbe stata una slavina in fase di ascesa, facendo precipitare le due vittime nel canalone San Pietro.

Le salme sono state recuperate a 2.100-2.200 metri di altezza e trasportate all’obitorio dell’ospedale Mazzini di Teramo. Entrambi gli alpinisti erano originari di Teramo ed esperti di alpinismo: si tratta di Francesco Carta, 45 anni tra pochi giorni, residente a Cermignano e trasferitosi a Bisenti dopo il terremoto, ed Enrico Faiani, artigiano 60enne stimato e conosciuto.

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Morto sull'Everest l'alpinista svizzero Ueli Steck

Famoso per le sue imprese di speed climbing e detentore di numerosi record si velocità

 

Tragedia sull'Everest: è morto il noto alpinista svizzero Ueli Steck. Il 40enne era famoso per le sue imprese di speed climbing e detentore di numerosi record si velocità. Steck stava preparando l'attraversata di due ottomila, l'Everest e il Lhotse, durante un'unica impresa. Secondo prime informazioni, Steck è precipitato per mille metri.
    Lo svizzero è stato più volte compagno di cordata dell'alpinista italiano Simone Moro. 

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Piemonte: Tutti i percorsi e gli itinerari di trekking!


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venerdì 28 aprile 2017

Genova che cammina, osservatorio per promuovere mobilità dolce

Genova che cammina, osservatorio per promuovere mobilità dolce „Scopo dell'iniziativa, cui collaborano Comune e 15 associazioni del territorio, spingere i genovesi a rinunciare all'auto in favore dei piedi e ridurre le emissioni di CO2“

Genova che cammina, osservatorio per promuovere mobilità dolce
Genova che cammina, osservatorio per promuovere mobilità dolce
Nuova iniziativa all’insegna della salute per il Comune di Genova, che ha annunciato l’imminente creazione di un osservatorio finalizzato a promuovere l’attività fisica e il camminare come pratica quotidiana sana e sostenibile che contribuisca anche a ridurre le emissioni di CO2.

Genova che cammina”, questo il nome dell’osservatorio, vede la collaborazione degli assessorati all’Ambiente e alla Mobilità e di 15 associazioni e i comitati legati all’escursionismo, alla mobilità a piedi, alla salute e all’ambiente: l’obiettivo è quello di ridurre di oltre il 20% le emissioni in città, così come stabilito nel Patto dei Sindaci dell’Unione Europea nell’ambito dell’Associazione Rete Italia “Città Sane” dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, di cui Genova fa parte da anni.

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Potrebbe interessarti: http://www.genovatoday.it/green/genova-cammina-iniziativa.html
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mercoledì 26 aprile 2017

Pietra verde & Decathlon

Carissimi,
vi informiamo, che tempo permettendo abbiamo organizzato in collaborazione con la Decathlon di Voghera, un'escursione sul nostro Appennino.
 
L'appuntamento è fissato per sabato prossimo 29 aprile alle ore 10,00 a Caldirola. Dal Villaggio la Gioia saliremo sui monti Gropà e Giarolo per poi scendere al Rifugio San Lorenzo, nel pomeriggio il ritorno a Caldirola passando dalla Costa delle Lesaie e il Villaggio Cristina, il tragitto ha una lunghezza di circa 12 km e un dislivello di metri 490. Raccomandiamo scarponcini da trekking, felpa e giacca a vento con pranzo al sacco. 

La prenotazione è obbligatoria telefonando al numero: 339.6969819.
 
Ricordiamo inoltre che questa uscita come tutte le passeggiate del giovedì, sono un valido allenamento per chi si è prenotato ad affrontare la Via Francigena in programma nei mesi di maggio e giugno. Domani, se le condizioni atmosferiche lo permetteranno, percorreremo un sentiero Pellizziano sui colli di Volpedo, appuntamento alle ore 9,30 in Piazza del Mercato a Monleale.
Grazie a tutti per l'attenzione e arrivederci molto presto.

 
 
 

lunedì 24 aprile 2017

12/13 maggio: Le Porte di Pietra, Val Borbera (AL)


Siamo felici di comunicarvi che quest'anno come premio finisher, tutti i concorrenti delle Porte di Pietra e VBM riceveranno in tempo reale un ricordo indelebile sulla t-shirt di materiale tecnico.
Il vostro nome con la posizione di classifica ed il tempo impiegato stampato in sublimazione!
Come pacco gara ogni partecipante riceverà un regalo prestigioso e super utile!
Un giubbotto windstopper in materiale Softshell!
Cosa aspettate ad iscrivervi?!

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Le Porte di Pietra = 71km per 4000m D+
Val Borbera Marathon = 42km per 2200m D+
La Diagonale di Pietra = 6km per 720m D+
Il Castello di Pietra = 17km per 760m D+





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martedì 18 aprile 2017

Il sentiero del Vescovado (AL)

Un’escursione che segue un interessante itinerario nel cuore dei Colli tortonesi, area vitivinicola del Piemonte, luogo di produzione di rinomati vini doc, dove la bellezza del paesaggio e le vestigia di tempi antichi ci narrano storie di uomini e cupe storie di streghe.


Il territorio che attraverseremo, conosciuto come “Vescovado”, fu dal 1327 al 1784 un piccolo stato indipendente, cuscinetto tra la Repubblica di Genova e il Ducato di Milano, controllato e amministrato dai Vescovi-Conti della Diocesi di Tortona. 

Punto di partenza del “sentiero del Vescovado” è il paese di Carezzano (AL), tranquillo borgo di mezza collina. Nella parte bassa del paese, alla rotonda, svoltando a destra si trova un parcheggio dove poter lasciare la macchina.
Seguendo la centrale Via 5 Martiri risaliamo il piccolo centro raggiungendo Piazza Roma, sulla quale prospettano il Comune e la Chiesa Parrocchiale di Sant'Eusebio. Poco prima della piazza si incontra un antico edificio in mattoni. Questa costruzione, caratterizzata da architetture medioevali , fu il Palazzo del Vicario dei Vescovi-Conti di Tortona. Carezzano fu infatti scelta come “capitale” del Vescovado ed il Palazzo del Vicario era sede degli uffici del governo del feudo: al suo interno trovavano collocazione la cancelleria, la sala delle udienze, il tribunale, l’ufficio delle tasse e dei bandi. Nelle anguste cantine del palazzo avevano sede le prigioni.
Nel Medioevo, questo piccolo paese del Basso Piemonte, assistette a cruente persecuzioni condotte nei confronti di diverse donne del Vescovado, accusate di stregoneria. In diversi libri di storia locale viene ricordata la data del 5 luglio 1520, giorno in cui furono eseguite tre condanne a morte, per rogo, di tre povere donne originarie di una valle vicina, condannate, dopo mesi di prigionia e torture, perché ritenute streghe.
 
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Incidente sullʼAppennino ligure, escursionista ha malore e muore



Un escursionista settantenne è deceduto per un malore sulla ferrata delle Rocche del Reopasso a Crocefieschi, poco dopo aver superato il ponte tibetano. Inutile la macchina dei soccorsi composta dalla squadra dei Vigili del fuoco di Busalla, da un elicottero e personale del 118. Nella stessa zona aveva perso la vita, la scorsa settimana un escursionista di 61 anni mentre era impegnato con la moglie in un'arrampicata.

Fonte

sabato 15 aprile 2017

Valico di San Fermo - Monte Buio - Monte Antola

Partenza: Valico di San Fermo (Al)
Arrivo: M.te Antola (mt. 1597)
Lunghezza del percorso (a/r): 15 km circa Clicca qui per il percorso Valico di San Fermo - M.te Buio - M.te Antola
Tempo di percorrenza (a/r): 4 h. 30 min. circa
Segnavia: bianco-rosso n. 200

Scheda: il Monte Antola, assieme all'Alfeo, è sicuramente una delle vette più rappresentative dell'appennino delle quattro province, meta di numerosi escursionisti in qualsiasi momento dell'anno. E' raggiungibile da diversi sentieri e, tra questi, uno vede la partenza dal valico di San Fermo, posto esattamente di fronte alla cima del Monte Antola.
San Fermo, che segna il confine tra la provincia di Alessandria (comune di Carrega Ligure) e la provincia di Genova (comune di Vobbia) è un valico situato a circa 1177 mt. di altitudine che funge da spartiacque tra Val Borbera e Val Vobbia, o meglio, tra Piemonte e Liguria, in cima al quale si trova una Cappella - la cappella di San Fermo - dalla quale si gode di una vista meravigliosa a 360 gradi che spazia dalle Alpi, all'Appennino e fino al Mar Ligure.

Per chi fosse interessato a indicazioni sulla storia della cappella di San Fermo, rimando alla lettura del seguente testo, tratto dal sito www.altavallescrivia.it
  
La cappella, architettonicamente piuttosto scarna ci tramanda una storia millenaria. Il 25 Maggio dell'869 d.C. l'Imperatore Ludovico II (pronipote di Carlo Magno) donava alla consorte Angelberga la Corte di Dova: cioé il territorio in cui sorse in seguito l'Abbazia benedettina di San Clemente, filiazione del cenobio di San Fruttuoso di Capodimonte. Il paese di Dova Superiore sorge, oggi come allora, sul versante borberino del monte di San Fermo. In realtà non esistono documenti che indichino la presenza certa di un'insediamento monastico già in quest'epoca, ma diverse tracce storiche ne rendono verosimile l'esistenza giá ben prima dell'anno 1000. L'abbazia, che fu certamente un insediamento di piccole proporzioni, ospitava monaci dediti all'agricoltura e all'assistenza dei pellegrini e dei viandanti, che percorrevano la "Strada di Lombardia" verso la Pianura Padana o verso Genova.Probabilmente il sito religioso fu distrutto alla fine del X secolo, come altri nella zona, dai pirati Saraceni (o forse da una frana) e al suo posto rimase l'attuale cappella, costruita sulla sommitá del monte, mentre il convento si trovava dove ora sorge il villaggio chiamato San Clemente, in Comune di Carrega Ligure (Al). A confermare l'esistenza di tale insediamento diverse leggende e toponimi, come "la fontana dei frati" situata appunto presso il piccolo villaggio in direzione di Agneto.


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giovedì 13 aprile 2017

Cade mentre scala una parete di roccia e muore: la tragedia in Liguria davanti agli occhi della moglie

Drammatico incidente nei dintorni di Crocefischi a Genova: vittima un alpinista di Serravalle Scrivia. La donna è stata accompagnata in ospedale per accertamenti

Gli uomini del Soccorso alpino intervenuti per tentare di salvare l’alessandrino

Crocefischi (Genova)
Tragedia in mattinata nei dintorni di Crocefischi. Marito e moglie erano impegnati nella scalata di una parete di roccia, alle rocche del Reopasso, quando il marito ha perso l’appiglio precipitando per diversi metri e finendo sulle rocce sottostanti.

La moglie, dopo essere riuscita a scendere dalla parete, ma da un altro versante, ha chiamato i soccorsi e sul posto sono arrivati i vigili del fuoco e l’elicottero. I tentativi di salvare l’uomo caduto sono risultati vani: troppo gravi le ferite riportate nella caduta.

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CAMMINANTOLA: Sentieri di Resistenza

Porta un tricolore e sali in Antola

 


Martedì 25 Aprile 2017

In occasione del 72° anniversario della Liberazione, nell’ambito dell’iniziativa “Porta un tricolore e sali in Antola”, un’escursione guidata dalla loc. Buoni (Pentema) per raggiungere insieme la vetta del M. Antola e partecipare alla commemorazione dell’Anniversario della Liberazione, dei Partigiani e delle Popolazioni delle Valli Trebbia, Scrivia e Borbera con deposizione della corona presso il monumento posto a ricordo dei partigiani che combatterono e caddero su questi monti tra il 1943 il 1945. Ristoro al Rifugio Parco Antola con il “rancio del partigiano” e rientro nel pomeriggio ai Buoni (tempo di percorrenza solo andata 1h 30′-1h 45′, dislivello in salita 500m ca.).


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Webcam Antola


lunedì 10 aprile 2017

Pertuso - Costone della Ripa - Roccaforte Ligure (AL)

Difficoltà: EE (E dal Monte Cravasana a Roccaforte).
Dislivello in salita: 750 m circa
Dislivello in discesa: 320 m circa
Tempo: 3.30 – 4 ore




Il Costone della Ripa è un enorme contrafforte di conglomerato che sovrasta con un'impressionante bastionata rocciosa alta varie centinaia di metri la media Val Borbera, nel tratto tra Pertuso e Rocchetta Ligure. Il “Sentiero Serena e Alessandro” (percorso 260 del CAI) lo percorre integralmente, scavalcandone tutte le cime. È una traversata lunga e impegnativa, in ambiente molto selvaggio. Il primo tratto, fino al Monte Cravasana, è riservato ad escursionisti esperti per la presenza di numerosi passaggi esposti su roccia, attrezzati con corde e cavi metallici; dal Monte Cravasana in poi il costone si fa più ampio e boscoso, quindi il sentiero continua agevole fino a Roccaforte Ligure, meta della traversata.

Accesso: Si esce dall'autostrada al casello di Vignole-Arquata, da cui si risale la Val Borbera. Superate le “Strette” si giunge al piccolo paese di Pertuso (379 m), dove la valle riprende ad allargarsi.


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Il Costone della Ripa

Da Roccaforte ad Avi




sabato 8 aprile 2017

I Sentieri della Libertà in provincia di Alessandria

Il progetto “La memoria delle Alpi” intende studiare, rappresentare e trasmettere, in particolare alle giovani generazioni, la memoria collettiva riferita al territorio delle Alpi fra Italia, Francia e Svizzera, nella sua dimensione transfrontaliera.

E’ stato sviluppato il concetto di memoria di una particolare area geografica nelle sue diverse declinazioni: memoria fisica del territorio stesso (la sua storia naturale, la sua morfologia, ecc.), memoria dell’insediamento umano con le sue opere più durature e gli effetti del lavoro sull’ambiente ed il paesaggio, memoria storica di determinati periodi ed eventi che hanno lasciato un segno più profondo, sia nel ricordo delle popolazioni di quei luoghi, sia nel più vasto immaginario collettivo. 

Nella prima fase, che si sta concludendo, il progetto si è articolato in due sezioni principali, riferite rispettivamente alla dimensione storica ed alla dimensione storico/etnografica.

La sezione storica della rete museale - intitolata I sentieri della Libertà - è dedicata al periodo della persecuzione antiebraica, della II guerra mondiale e della Resistenza, 1938-1945, in quanto periodo denso di memorie di grande valore morale e educativo ed in grado di trasmettere un forte messaggio di identità: le Alpi da territorio di frontiera e di guerra a luogo di salvezza e di solidarietà, terreno di lotta comune per la dignità dell’uomo e per la libertà, da confine di divisioni e conflitti fra popoli “nemici”, o presunti tali, a riferimento e simbolo della nuova unità europea.
La sezione storico/etnografica è incentrata sulla costituzione di Centri di documentazione sulla cultura materiale nelle aree alpine, a supporto dei musei etnografici e di realtà analoghe diffuse nel territori interessati. Tali centri devono fornire le necessarie basi scientifiche alle realtà locali, diventare punti di riferimento per il censimento, la catalogazione, la conservazione e l’esposizione dei beni materiali ed immateriali collegati alla storia ed alla tradizione locale, nonché per la formazione del personale coinvolto.


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venerdì 7 aprile 2017

Spirito libero, sei pronto per un viaggio in autonomia?

Hai scelto un cammino in libertà. È il primo passo per la tua personale crescita da turista come tanti a viaggiatore. E la differenza non è poca. Percorrere i grandi cammini in Italia e altrove, in modo autonomo, richiede prima di tutto intraprendenza, un buon livello di attenzione, e poi la capacità di leggere una carta topografica e saper usare una bussola. Troppo difficile? No davvero! 
Non serve essere escursionisti provetti, proprio perché per il tuo viaggio autoguidato, SloWays ti fornisce tutto il materiale di supporto e la possibilità di contattarci in ogni momento in caso di necessità. È un viaggio vero, in autonomia, ma facilitato e strutturato in modo da farti crescere come viaggiatore.
Quando scegli un viaggio in libertà SloWays ricevi a casa:
  • Una vera e propria guida personalizzata che contiene, oltre a una scheda descrittiva del tuo itinerario, tutte le informazioni pratiche, dall’elenco delle cose da portare, ai nostri consigli su come affrontare ogni eventualità, dalla pioggia al guado di un ruscello.
  • La cartografia dettagliata in scala 1:25.000 con evidenziato il tuo percorso: le nostre sono carte molto dettagliate, se le consulti sistematicamente saprai sempre dove sei.
  • Il programma giorno per giorno, con indicati i chilometri da percorrere, e tutte le indicazioni e consigli utili.
  • I voucher con i recapiti degli alberghi dove dormirai, e tutte le istruzioni per raggiungerli.
  • Il QR Code, che ti consente di scaricare e installare sul tuo smartphone o tablet la nostra app con il tuo itinerario personalizzato. In questo modo, e grazie al gps in dotazione al tuo dispositivo, saprai sempre dove ti trovi.
Puoi già assaporare la sensazione di libertà che ti dona un viaggio di questo tipo. Il tuo sarà un cammino spensierato, perché sai che tutto è stato organizzato per te e previsto fin nel minimo dettaglio. Non ci saranno sorprese la sera, nessun ostello spartano affollato, nessuna condivisione di cigolante letto a castello con russatori. I nostri alberghi e B&B sono confortevoli e a gestione familiare. La mattina, ti attende una ricca colazione adeguata allo sforzo che stai per compiere. La sera puoi scegliere tu il ristorante che preferisci e ordinare dal menù quello che più ti piace. E se vuoi viaggiare leggero, noi ti organizziamo anche il trasporto bagagli di tappa in tappa.

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giovedì 6 aprile 2017

In cammino verso Avi, sulle strade della libertà


Una manciata di ruderi del castello un tempo di proprietà della nobile famiglia Spinola ci osservano silenziosi mentre calpestiamo il sentiero verso il Villaggio abbandonato di Avi, nel Comune di Roccaforte Ligure, in Val Borbera.

E’ una bella giornata di sole, la primavera sboccia nell’aria ed è il periodo migliore dell’anno per mettersi in cammino verso quello che un tempo fu il rifugio del primo distaccamento partigiano in Val Borbera, quello comandato da Franco Anselmi, in battaglia conosciuto come “Marco”, medaglia d’argento al valore militare. Il 25 aprile non è lontano, il tempo della memoria si rinnova nei passi di chi ogni anno torna a visitare uno dei borghi abbandonati più suggestivi di questo territorio, benchè ormai non resti più molto da vedere.

Un tempo abitato da famiglie che portavano essenzialmente due cognomi: Rebuffo e Tegaldo, il paese, che si spopolò all’inizio degli anni ’60, era diviso in due parti: Avi di qua e di là, nel dialetto locale “Ovi de chei” e “Ovi de là”. Una mezza facciata coraggiosamente ancora in piedi ricorda la presenza di una chiesetta, dedicata a S. Vito, fulcro della comunità, luogo di preghiera, di consolazione per quella dura vita fatta di sacrifici, ma anche di tanta bellezza e del privilegio di abitare in un angolo di paradiso. Ne troviamo traccia tra le abitazioni in pietra e nelle cantine dove ancora si trovano le botti del vino, camini, solai, travi a vista, e le meravigliose mangiatoie per gli animali, che tutti avevano per il proprio sostentamento. Stalle così belle e ancora così vive, come se gli animali dovessero tornare per compiere il loro lavoro nei campi. Tutto intorno ancora alberi da frutto e addirittura un braciere di qualcuno che ha recentemente acceso un fuoco.

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I Sentieri della Libertà


L'anello di Avi

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mercoledì 5 aprile 2017

Mangialonga, nel 2017 la novità è la Mangiaforte di Sant’Olcese

Genova - Cambiata l’ora legale, con le giornate più lunghe e il clima più mite arriva un momento che tutti gli appassionati di gite all’aria aperta aspettano con ansia: quello in cui prende ufficialmente il via la stagione della mangialonga, le escursioni enogastronomiche che consentono di esplorare paesaggi incredibili, trascorrere una giornata all’insegna dell’attività fisica e allo stesso tempo gustare prodotti e piatti tipici del territorio (senza sensi di colpa, vista la fatica sostenuta per conquistarseli).

In Liguria la tradizione della mangialonga è radicata e coltivata con numerose manifestazioni organizzate ogni anno con l’arrivo della primavera, eventi cui prendono parte tanti turisti, conquistati dalla possibilità di scoprire il territorio, ma anche tanti “locali” che spesso dimenticano quante bellezze e sorprese riserva la regione. Il meccanismo accattivante fa il resto: pagando la cifra fissa per l’iscrizione si procede lungo un percorso che si snoda per diversi km, toccando le tappe più caratteristiche della zona in cui è ospitato.

A ogni tappa, per rifocillare gli escursionisti, banchetti e stand con piatti tipici del territorio da consumare (si spera) sotto il sole: un tripudio di acciughe fritte, trofie al pesto, pansoti, carne alla brace e torte fatte in casa annaffiate da vini dei vigneti locali. Il fischio d’inizio per i buongustai decisi a guadagnarsi il pranzo (compreso di aperitivo, caffè e ammazzacaffè) col sudore della fronte è domenica 25 aprile, non soltanto anniversario della Liberazione, ma giorno in cui a Recco parte la Mangialonga del Golfo Paradiso: raduno alle 8 sul lungomare e partenza (scaglionata) alle 9.30 per un percorso che si snoda sino al Belvedere di Negli per concludere il pasto con un’insalata di frutta.

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lunedì 3 aprile 2017

A piedi dal Messico al Canada per un fine benefico


LONDRA – Lei l’ha definita una “passeggiata” ma è difficile chiamare così un percorso a piedi di 4 mila chilometri dal Messico al Canada. Un viaggio di sei mesi reso ancora più affascinante per il fine benefico che lo anima. Stefania Miravalle, originaria di San Germano, ha il sorriso di chi affronta la vita con entusiasmo e che non si spaventa davanti a nulla. Ha appena finito un percorso di studi a Londra e ha già pronto un lavoro. Prima però si godrà questo viaggio con il suo zaino in spalla.

Stefania, 31 anni, ha frequentato lo scientifico al Balbo di Casale, poi si è laureata in Ingegneria a Torino per approdare in Australia e infine a Londra. Le sue gambe però sono pronte a portarla verso altre realtà e nuovi popoli. Il tutto per cercare di aiutare Casa Hogar Illary’Ika: “Conosco un ragazzo che ogni anno va in questa casa di orfani in Perù. Purtroppo la struttura fa molta fatica a raccogliere fondi. 

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mercoledì 29 marzo 2017

DA RIOMAGGIORE A PORTOVENERE: UN SENTIERO TRA MARE E FALESIE

Una passeggiata tra cielo e mare

Bellissima escursione da Riomaggiore a Portovenere, attraverso la macchia mediterranea punteggiata da pini marittimi, lecci, corbezzoli e lentisco, costeggiando le ripide falesie del promontorio del Muzzerone.

Lo sguardo si perde tra i vigneti e il mare, mentre intorno alle borgate ed alle case sparse i terrazzamenti si spingono, per guadagnare anche pochi metri di terra, fin sul ciglio delle pareti rocciose, delle falesie a picco sul mare, sui bordi dei canaloni e degli orridi, modellando i versanti con le terrazze attorno agli spuntoni e alle creste di roccia. Il panorama spazia da Sestri a Portofino, con la Corsica, le isole toscane e le Alpi marittime. A Portovenere passeggiata per l’antico borgo alla luce del tramonto.

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Riomaggiore: percorsi tematici


domenica 26 marzo 2017

Sentieri d'autore

Il sito per far viaggiare i tuoi desideri, a piedi e in bicicletta

 

Il Sentiero dei ricordi, nella Valle dei Campassi

Val Borbera (AL)

 


Itinerario circolare a piedi alle pendici settentrionali del M. Antola, in provincia di Alessandria, Piemonte. 

La memoria delle nostre terre sta nei segni che l’uomo ha impresso nel paesaggio. Come lo scultore delinea da una forma sbozzata e riproduce fino alla perfezione i tratti di un volto, così i contadini diboscando e smacchiando le nostre vallate hanno impresso nuove forme al paesaggio naturale, lo hanno trasformato e colonizzato accumulando esperienze secolari. L’evoluzione di questo paesaggio è costante e prosegue anche quando la presenza umana viene a mancare. E’ il momento in cui quel sottile equilibrio fra uomo e natura si sbilancia a favore di quest’ultima. Il paesaggio muta d’aspetto e si rinaturalizza. Talvolta il tempo di una generazione non ci permette di cogliere gli effetti di un cambiamento. Succede che osservando dall’alto di una montagna il paesaggio che ci circonda, ammirati dalla sua vastità e bellezza, pensiamo che esso sia così da sempre, che nulla sia intervenuto a modificarne l’aspetto. In realtà non è così e i vecchi contadini lo sanno. Bisogna esplorare attentamente i vecchi sentieri, fra i casolari per comprendere il senso di cambiamenti profondi. Sono luoghi dove occorre disegnare nuove mappe e dove quelle vecchie ci aiutano a riconoscere le memorie: campi, boschi da frutto, case, mulattiere, ponti, fontane, cimiteri, cappelle, molini. Queste cose formavano lo spazio vitale di un villaggio ed erano quasi sempre legate a esperienze umane fatte di fatiche e privazioni. E’ giusto dimenticarsene? Crediamo di no, non fosse altro che per la loro commovente bellezza e per l’ammirevole sapienza creativa. Nessuna di queste opere ha mai richiesto l’intervento di un architetto o ha causato danni all’ambiente. Furono il frutto di un linguaggio e di tecniche codificate nei secoli, mai trascritte in un manuale, ma tramandate di bocca in bocca, di gesto in gesto. Farle rivivere sarebbe un sogno, ricordarle è un atto dovuto.

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L’Alessandrino, patria piemontese dei paesi fantasma

 

Paesi abbandonati



 

venerdì 24 marzo 2017

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Le 12 fontane della Val Borbera (AL)

 


Itinerario circolare a piedi nella Val Borbera, Appennino Alessandrino.

Nel lembo sud-orientale del Piemonte si parla ligure per antico retaggio storico, ma anche cibo, tradizione, musica risentono dell’influsso della riviera. Dalle vette dell’Appennino si vede il mare di Genova e nelle valli sono passate per secoli le carovane del sale dirette verso la Pianura Padana sotto l’interessato sguardo dei Malaspina e dei Fieschi, le grandi famiglie feudali che detenevano queste terre. A Cabella Ligure, borgo della solitaria Val Borbera, hanno recuperato un bel sentiero. Si chiama Giro delle 12 Fontane.

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Sentieri d'autore

Giro delle 12 fontane: Piuzzo - Bocche di Crenna - M.te Ebro - M.te Cosfrone - M.te Trappola - Piuzzo (Km 25 c.a. Dislivello m.800 c.a. Tempo previsto 8 ore)


 

Quanto monotona sarebbe la faccia della terra senza le montagne.

Immanuel Kant

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