lunedì 28 luglio 2014

Cammino di Santiago: Nove Mesi a Passo Lento con due Asini


Sono vari i motivi che spingono le persone a intraprendere il Cammino di Santiago e altrettando vari sono i tempi e le modalità con cui si decide di affrontare questo lungo viaggio, ma la storia che sto per raccontarvi ha dell'incredibile. Capitata per caso a Monteriggioni ho conosciuto Massimo e Jessika, una simpatica coppia di viaggiatori (lui italiano, lei spagnola) che ha trascorso gli ultimi 9 mesi ... camminando a passo lento. Sono partiti da Padova e, in compagnia di due asini e un cane, hanno percorso 3.000 chilometri a piedi fino a Santiago di Compostela. E, come nella migliore delle favole, hanno proseguito il tragitto fino a Finisterre sposandosi, da pellegrini, su una spiaggia fronte oceano. Un viaggio meraviglioso che merita di esser raccontato dai due protagonisti in questione. Vi lascio alle loro parole. 

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lunedì 21 luglio 2014

Quattro alpinisti bloccati sul Bianco Illesi, hanno chiamato i soccorsi

Le condizioni del tempo sono cambiate in modo rapido
 
Un volo del Soccorso alpino valdostano
Courmayeur
Gli uomini del Soccorso alpino sono al lavoro per recuperare quattro alpinisti bloccati sulla Cresta del Brouillard, nel massiccio del Monte Bianco. La Cresta del Brouillard è una zona molto battuta dagli alpinisti. I francesi la chiamano Arête du Brouillard, ed è un insieme di cime situata nella parte italiana del Massiccio.

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sabato 19 luglio 2014

Gli rubano le scarpe in cima al Monte Bianco: soccorso in elicottero

Genova - Un alpinista, al quale sono state rubate le scarpe in un rifugio sul Monte Bianco, è stato evacuato in elicottero perché non poteva scendere a valle con le sole calze. Lo ha reso noto la gendarmeria di Chamonix che ha fatto scattare i soccorsi.
«Portiamo via in elicottero le persone che si trovano in situazioni come questa - ha detto il comandante Jean-Baptiste Estachy - non le lasciamo così, con le calze, è pericoloso».

L’uomo si trovava nel rifugio del Gouter, a 3.835 metri d’altitudine, lungo una delle vie per la scalata del Monte Bianco. Per scendere a valle, sono necessarie ore di cammino nella neve fino al “Nido dell’Aquila”, a 2.372 metri di quota.

Fonte

mercoledì 16 luglio 2014

Il mal di montagna: ecco come evitarlo...

Come, quando e perchè ne veniamo colpiti.

Salite in funivia al Pordoi con grande entusiasmo ed infatti quando arrivate in cima avete addosso anche una grande euforia. Il panorama è eccezionale e voi vi sentirete come morsi dalla tarantola, muovendovi a destra e sinistra per osservare meglio il panorama e dimenticandovi a quale altezza siete giunti in pochi minuti.
Dopo qualche ora potreste però cominciare ad accusare i primi segni del mal di montagna: vertigini, mal di testa, nausea e se salite ancora può anche comparire il vomito, oppure diarrea o sanguinamento nasale.
E' il segnale che ovviamente qualcosa non va: siete stati colti dal mal di montagna ed è assolutamente necessario che scendiate subito di quota. Non bevete alcool, potreste solo peggiorare la vostra situazione dopo un ingannevole fase di miglioramento.
Se fate escursioni al di sotto del 2500m difficilmente soffrirete di mal di montagna. I problemi nascono oltre tale quota, specialmente quando l'acclimatazione è scarsa o inesistente.
Tutto dipende ovviamente da una minore disponibilità di ossigeno per la diminuzione della pressione a quote elevate.

I polmoni, per compensarla, aumentano il numero di atti respiratori; l'importante è dunque fare le cose con calma, muovetevi lentamente alle quote elevate, meglio ancora fermatevi alle quote intermedie delle funivie per acclimatarvi.
Con una buona acclimatazione potrete anche superare con facilità i 4000m ma l'allenamento richiede parecchie settimane. Il metodo migliore in caso di lunghe ed impegnative escursioni in alta montagna è di salire di circa 300-400m alla volta secondo la disponibilità di tempo, dormendo sempre un po' più in basso rispetto al punto più alto che si è raggiunto.

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martedì 15 luglio 2014

lunedì 14 luglio 2014

Ricerche satellitari per trovare i due dispersi sul Monte Bianco

La Gendarmeria sta chiedendo a un’azienda l’apparecchiatura gps da installare sull’elicottero per rilevare il particolare segnale emesso dagli iPhone in possesso della guida valdostana Ferdinando Rollando e del cliente diciassettenne.



ANSA
I militari della Finanza di Entrèves durante le ricerche sul Monte Bianco della guida valdostana Ferdinando Rollando e del cliente francese, il diciassettenne Jassim Mouzani, spariti da mercoledì
COURMAYEUR
Entra in campo la ricerca satellitare degli iPhone per tentare di rintracciare la guida alpina di Ollomont Ferdinando Rollando e il suo giovane cliente francese, Jassim Mouzani, dispersi da cinque giorni sul Monte Bianco. Dopo i tentativi con esito negativo attraverso i sistemi antivalanga Recco e Arva sul versante italiano, la gendarmeria francese «sta chiedendo a un operatore privato l’apparecchiatura gps specifica da installare sull’elicottero», spiega all’ANSA la madre di Jassim, Samia Brahimi, consulente di management parigina.

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domenica 13 luglio 2014

Rifugio Monte Beigua (SV)

A pochi minuti di strada da Varazze, immerso nel parco naturale, dove le cose hanno tutto un altro sapore..

Sito web

Le webcam dei monti liguri




mercoledì 9 luglio 2014

lunedì 7 luglio 2014

I cacciatori contro l’ampliamento del Parco Valgrande

Presentato ricorso al Tar per fermare il progetto di allargare i confini a Verbania
 
Verbania(VCO)
I cacciatori dicono no all’ampliamento alla città di Verbania dei confini del Parco nazionale Val Grande.
Il Comprensorio Alpino Vco1 - Verbano Cusio ha presentato ricorso al Tar Piemonte, notificato a Comune, ministero dell’Ambiente ed ente parco, per fermare il progetto del Comune giunto ormai ad una fase avanzata del suo iter: «La nostra opposizione - spiega il presidente Bruno Campagnoli - si basa su presupposti di carattere formale e sostanziale. Già lo scorso anno avevamo presentato osservazioni al progetto poiché questo allargamento dei confini è in evidente contrasto con la tutela dell’area “wilderness” che ispira il Parco, ma erano state respinte poiché tale tutela non poteva intendersi come esclusiva. Ora però esistono le condizioni per ribadire e ampliare le nostre riserve e per bloccare l’iter in corso». 

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Con la sedia a rotelle sul Monte Rosa: l'impresa dell'alpino ferito in Afghanistan


Il 27 luglio Luca Barisonzi salirà sul Monte Rosa raggiungendo la Capanna Regina Margherita, uno dei rifugi più alti d'Europa, a 4.554 metri di altezza. Grazie a una speciale sedia a rotelle cingolata e motorizzata, il sottoufficiale 27enne degli alpini di Gravellona Lomellina, Pavia, salirà sul versante vercellese del massiccio alpino realizzando un sogno di bambino interrotto nel 2011 in Afghanistan. Qui, durante una missione nella Murghab Valley, Barisonzi venne ferito, restando paralizzato, durante un attacco di terroristi. Da allora il sottoufficiale non ha mai smesso di sognare la vetta e ora, grazie al sostegno dell'associazione Touching the Sky e dello scalatore Luca Colli, tenterà l'impresa della vita per dare speranza e raccogliere fondi a favore della Cooperativa sociale Spazio Vita Niguarda di Milano. Ma la storia dell'alpino non finisce qui. A meno di tre settimane dalla scalata, Barisonzi si è appena sposato con la fidanzata americana Sarah, conosciuta su Facebook prima dell'incidente
Info: toccandoilcielo.wordpress.com

In questa foto Luca Barisonzi

IL VIDEO


Fonte
Quanto monotona sarebbe la faccia della terra senza le montagne.

Immanuel Kant

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