giovedì 21 settembre 2017

Il Rifugio sul Monte Antola compie 10 anni: escursione con festa e incontro

Domenica 1 ottobre, appuntamento al Parco dell'Antola con una giornata di festa e incontro per il decennale del rifugio sul Monte Antola. In programma:
  • ore 07.45, escursione guidata da Casa del Romano (info 010 944175).
  • ore 10.30, aperitivo di benvenuto.
  • ore 11, Appennino, uomini e rifugi, parole e idee sui nostri monti: incontro con Marco Albino Ferrari, scrittore, giornalista e direttore della rivista Meridiani Montagne (Editoriale Domus).
  • ore 12.30, pranzo con polenta al sugo di salsiccia o polenta e gorgonzola per tutti.
  • ore 14, brindisi con le Autorità per i primi 10 anni del rifugio.
  • ore 14.30, immagini e storie 2007 - 2017.
Il monte Antola si trova al culmine delle valli Scrivia, Trebbia e Borbera, al centro dell'area culturale delle Quattro Province (Genova, Alessandria, Pavia, Piacenza). Da sempre esso è il crocevia delle attività umane di questo tratto di Appennino: prima per necessità, poi per "avventura", oggi per svago e sport.

Genova - La sua panoramica vetta offre la vista di una vasta porzione dell'Italia Nord Occidentale e da sempre è la "montagna dei genovesi". Zona cruciale durante la guerra di Liberazione, la sua storia è ricca di vicende “di uomini e natura” che si intrecciano in un legame indissolubile, oggi focalizzato nel nuovo Rifugio Parco Antola, moderno edificio costruito dall’Ente Parco nel 2007 e gestito dalla Sezione Ligure del CAI attraverso Silvia e Federico Ciprietti, che ha sostituito i ricoveri pionieristici. I rifugisti, la Sezione Ligure del CAI e il Parco dell’Antola lavorano per rendere il monte ancora un luogo "centrale" di queste vallate: non periferia d'altura vista dal basso, ma baricentro montano non solo delle attività outdoor ma anche, in qualche modo, delle attività culturali, sociali, religiose della zona.

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venerdì 15 settembre 2017

Assiderato sulle Alpi e riportato alla vita alle Molinette: la temperatura corporea era di 24 gradi

Un giovane atleta stava sfidando per conto suo i sentieri della Tor des Géants


Torino
Morto ad un passo dal cielo, è «resuscitato» alle Molinette, in una stanza della Rianimazione, dove tecnica e scienza medica sfidano la regole della vita. È la storia di un giovane indonesiano di 25 anni trovato assiderato lungo i sentieri di montagna dove si sta correndo la «Tor des Géants», corsa per «giganti», una gara massacrante per muscoli e mente, attraverso il Parco Nazionale del Gran Paradiso e quello Regionale del Mont Avic. Una corsa a numero chiuso, per pochi eletti, «la prima ed unica gara - si legge sul sito dell’organizzazione - che unisce la lunga distanza all’individualità del corridore, non sono imposte dall’organizzazione tappe forzate, vincerà chi metterà meno tempo gestendosi i riposi e le fermate ai ristori». Ma l’altro ieri, lungo uno di questi sentieri, un corridore «imbucato», non iscritto, che stava provando per conto suo a raggiungere il celo, è stramazzato a terra.

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giovedì 14 settembre 2017

Camminantola, domenica 17 settembre: Caprieto-Bric delle Camere

Il Bric delle Camere
Dal borgo di Caprieto (837m) in alta Val Vobbia si intraprende il panoramico sentiero che conduce al Bric delle Camere (1018m) e all'erbosa Alpe di Cassissa godendo di una vista privilegiata sul Castello della Pietra, sul M. Reale e sulle Rocche del Reopasso. Pranzo al sacco e rientro a Caprieto percorrendo il medesimo itinerario

Durata: giornata intera
Punto di ritrovo: Caprieto

Fonte

martedì 12 settembre 2017

Camminate Piacentine: il Monte Alfeo

Il Monte Alfeo Una breve ma intensa escursione alla conquista di uno dei “giganti” del nostro Appennino

Fonte immagine
La catena montuosa che segna lo spartiacque tra Scrivia, ad ovest, e Trebbia, ad est, si allunga con ondulate dorsali rivestite di prati e di boschi, interrotte da diverse cime che superano i 1600 metri di altitudine: tra queste spicca per la sua bellezza e imponenza il monte Alfeo, maestosa montagna del gruppo del monte Antola, che si eleva isolata tra le valli Trebbia, ad est, Boreca a nord e ovest, e Dorbera a sud. Il versante nord-occidentale è ripido e fittamente boscato fino alla cima, e ospita alcune tra le più suggestive borgate dell’appennino piacentino: Tartago, Belnome, Pizzonero e Suzzi. Il fianco meridionale del monte, invece, è coperto dai faggi fino alla quota di circa 1500 metri, mentre la sommità, a forma di cupola, è occupata da un’ampia prateria. La vetta del monte, esposta ai venti carichi di umidità provenienti dal vicino mar Ligure, è spesso incorniciata dalle nuvole; vista da nord assume un aspetto cupo e minaccioso, tale da incutere un senso di timore e di rispetto, ed è stata probabilmente oggetto di culto da parte delle popolazioni liguri che abitavano le vallate circostanti in epoca neolitica, come dimostrerebbe il ritrovamento di un bronzetto votivo sulla sommità del monte, verificatosi durante i lavori di scavo per la posa della statua della Vergine.

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lunedì 11 settembre 2017

Il Monte Lesima...

Il Monte Lesima, 1724 metri, si trova al confine fra le Province di Piacenza e di Pavia (di cui costituisce il punto più elevato).

La vetta è facilmente riconoscibile anche da lontano, perchè in cima è posto un radar per il controllo del traffico aereo.



Il Lesima fotografato dal Monte Chiappo

La montagna è caratterizzata dalla presenza di ampi fianchi erbosi ed è facilmente raggiungibile da diverse direzioni. Soltanto la sua parete est si presenta scoscesa.

E' possibile salire sul Lesima addirittuta percorrendo (a piedi) la stradina asfaltata al servizio del radar. E' preferibile però scegliere altri percorsi. Io sono salito dai Piani di Lesima (circa 1250 metri di quota) dapprima seguendo una stradina asfaltata e poi attraverso i boschi (con segnalazioni presenti). Anche dai Piani di Lesima si tratta di un' escursione molto facile che, prendendosela comoda, richiede un' ora e mezza per raggiungere la vetta.


Continua qui (con tutte le foto dei panorami dal Lesima)

sabato 9 settembre 2017

Alpinista della provincia di Alessandria muore nella scalata in solitaria sul Monte Bianco: forse colpito da una scarica di sassi

Precipitato nel ghiacciaio terminale, stava salendo sulla via Major del versante della Brenva. È partito dal rifugio all’una di notte

Massimo Putzu
Alessandria
Uno scalatore di 21 anni della provincia di Alessandria è morto durante una scalata sul massiccio del Monte Bianco. L’incidente è avvenuto sulla via Major del versante della Brenva. È probabile che a causare la tragedia sia stata una scarica di sassi o ghiaccio che l’ha colpito facendolo precipitare nel crepaccio terminale. Oppure che sia scivolata una placca a vento, massa di neve instabile. L’alpinista alessandrino stato così trascinato per almeno 300 metri.

L’allarme è scattato verso le 18 di oggi 8 settembre vedendo che lo scalatore, in vacanza a Courmayeur, non rientrava. Era partito all’’una di notte dal rifugio da solo per l’impegnativa ascensione. Aveva già compiuto scalate in solitaria di grande difficoltà sia sul massiccio del Monte Bianco che sul Cervino. Era infatti conosciuto come un alpinista di grande talento, nonostante la giovane età.

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venerdì 8 settembre 2017

Marcarolo, le miniere diventano grotte di biodiversità




L'Ente di gestione delle Aree Protette dell'Appennino Piemontese ha avviato un progetto di riqualificazione delle miniere d'oro del Parco Capanne di Marcarolo per tutelare gli habitat ipogei e le specie di interesse comunitario presenti al loro interno e, nel contempo, valorizzare il complesso dei siti minerari

Il circuito di fruizione culturale promosso dal progetto di riqualificazione delle miniere d'oro del Parco Capanne di Marcarolo che ha l'obiettivo di tutelare gli habitat ipogei e le specie di interesse comunitario presenti al loro interno e valorizzare il complesso dei siti minerari, farà capo al costituendo Museo dell'Oro, polo scientifico informativo dell'intero complesso delle Aree Aurifodine.

L'iniziativa di valorizzazione dei siti minerari delle Valli Piota e Gorzente si inserisce in un contesto ambientale e storico di elevato interesse, afferente al territorio dell'Appennino compreso tra la Val Lemme e le Valli Stura e Orba.
 
Il baricentro dell'Area interessata, sia dal punto di vista paesaggistico che geomorfologico, è stato individuato lungo l'asse Lago della Lavagnina / Valle del Rio Moncalero.
Lungo questa direttrice è localizzata la maggior parte dei siti minerari ancora accessibili e da qui si dipartono le principali vie di accesso al complesso dei cumuli di ciottoli derivanti dalla lavorazione dei minerali pregiati (le Aurifodine). Proseguendo infatti lungo il Torrente Gorzente, a valle dell'invaso, si raggiunge la località Cravaria, la confluenza con il Piota e di seguito la confluenza di quest'ultimo con l'Orba. Lungo questo itinerario sono presenti i cumuli lapidei dei lavaggi auriferi, che vengono tradizionalmente attribuiti all'epoca romana. Il Lago della Lavagnina si configura quindi come punto di interpretazione privilegiato dell'intero complesso geologico minerario delle Aurifodine, avente nel percorso didattico delle ex miniere d'oro delle Valli Gorzente e Piota e nel Museo dell'Oro (la cui realizzazione è prevista presso i locali della Centrale Vecchia della Lavagnina) le basi strutturali per le offerte di informazione didattica, culturale e turistica del territorio.

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Cammino di Santiago, trovato morto un pellegrino tedesco

Un pellegrino tedesco di 48 anni è stato trovato in un fosso, nei pressi di Borguete vicino a Roncisvalle riverso con la faccia a terra. Inutili i soccorsi 

E' stato trovato lunedì scorso verso le 22 il corpo senza vita di un pellegrino tedesco di 48 anni di cui non sono ancora state rese note le generalità. L'uomo è stato trovato in un fossato, riverso faccia a terra e con lo zaino in spalla nei pressi di Borguete (Auritz in lingua basca), vicino a Roncisvalle, sulla strada N-135 all'altezza del chilometro 43 da un automobilista che ha immediatamente avvisato i soccorsi. Giunti sul posto poco dopo, i soccorritori hanno cercato di rianimare il pellegrino tuttavia senza successo e, il medico legale, non ha potuto fare altro che certificarne il decesso.

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mercoledì 6 settembre 2017

TRAGEDIA SUL MONVISO, LA VITTIMA È DI GIAVENO: AVEVA PORTATO IL FIGLIO DI 8 ANNI SULLA PARETE

MONVISO (CN) – Tre alpinisti sono precipitati durante la discesa dal Monviso (3848 m) in Provincia di Cuneo lungo la via normale che percorre la parete sud. Uno di essi, R. V. 53 anni residente a Giaveno è deceduto a causa dei traumi. L’incidente è accaduto intorno alle ore 11 di questa mattina quando una cordata composta da un uomo e un minorenne è caduta nei pressi del passaggio dei Fornelli a una quota di 3750 m circa, coinvolgendo anche una donna di nazionalità francese che procedeva autonomamente. L’allarme è giunto presso la Centrale Operativa del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS Piemonte) lanciato via radio da una Guida Alpina e Tecnico del Soccorso Alpino che si trovava sul posto con i propri clienti. Immediatamente è decollata l’eliambulanza del 118 in base a Cuneo-Levaldigi e sono state mobilitate le squadre a terra del CNSAS Piemonte. Il Tecnico di Elisoccorso e il medico sbarcati sul luogo dell’incidente hanno constatato il decesso dell’uomo e hanno deciso di ricondurre per primo a valle il ragazzo che presentava traumi di lieve entità. In seguito, anche la donna è stata prelevata e condotta con il giovane all’Ospedale di Savigliano. Nel frattempo, dalla base di Torino è decollato un secondo elicottero del 118 per tentare il recupero della salma che non è stato possibile a causa del peggioramento delle condizioni meteo.

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Domenica è in programma una passeggiata per i boschi di Seborga, iscrivetevi per tempo


Domenica 10 Settembre 2017 i Comuni di Seborga e dell’Escarène organizzano una passeggiata panoramica nei boschi di Seborga. Le iscrizioni sono aperte a tutti , per il programma consultare il sito www.proseborga.it .
Ritrovo e iscrizioni: dalle ore 8.30 alle 9.00  in piazza Martiri a Seborga.
Magnifico itinerario panoramico
Percorso ad anello Seborga, passo del Bandito,Seborga (4 ore circa) ristoro: al Passo del Bandito.
Aperitivo offerto dal Comune di L’Escarène
Pranzo ore 13.00 sulla grande piazza.
Iscrizioni aperte a tutti : 14 euro con omaggio di una T-shirt,
servizio ristoro e pranzo
Menu bimbi 8,00 euro (da 0 a 10 anni)
ore 15.00 visita guidata  gratuita e  omaggio ai partecipanti  del “luigino” coniato durante la dimostrazione a martello.
Per informazioni : 0184 223622 – 0184 223859
turismo@proseborga.it

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Siccità, in secca le sorgenti del Po

Ai 2.020 metri di Pian del Re, dove nasce fiume più lungo Italia

Le sorgenti del Po sono in secca. Un evento che si registra raramente, conseguenza delle siccità che ha colpito il Piemonte, e non solo.

Ai 2.020 metri di quota del Pian del Re, alla base del Monviso, accanto alla pietra scolpita con la celebre frase "Qui nasce il Po", dalla roccia non esce una goccia d'acqua.

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domenica 3 settembre 2017

Quanto costa il Soccorso Alpino?

Quanto costa il Soccorso Alpino in caso di chiamata d'emergenza?

Può capitare durante un escursione in montagna che ci sia la necessità di chiamare aiuto, la struttura che si occupa di intervenire è il Soccorso Alpino, contattabile attraverso il 118.
Il Soccorso Alpino fa riferimento al servizio sanitario nazionale tranne il alcune regioni d'Italia, Veneto, Trentino Alto Adige, Valle d'Aosta, Lombardia e Piemonte. Il costo del soccorso alpino in tutte le regioni d'Italia tranne quelle appena sopra citate è sempre gratuito.
 In queste regioni invece i costi cambiano, ecco in dettaglio regione per regione quali sono i costi da affrontare:
 
VENETO
L'intervento si paga anche in presenza di un ferito con costo al minuto:
  • ferito grave: 25 euro al minuto fino ad un massimo di 500 euro.
  • ferito lieve: 75 euro al minuto fino ad un massimo di 7500 euro.
  • persona illesa: costo totale dell'intervento.
TRENTINO ALTO ADIGE
L'intervento si paga anche in presenza di un ferito con costo a ticket fisso:
  • ferito grave: ticket di 30 euro.
  • ferito lieve: ticket di 110 euro.
  • persona illesa: ticket di 750 euro, elisoccorso da 140 euro al minuto.
VALLE D'AOSTA
 
L'intervento in caso di ferito è gratuito, mentre si paga l'intervento immotivato.
Se la persona è illesa il costo è di 115 euro al minuto fino ad un massimo di 3500 euro
 
LOMBARDIA
La lombardia dal marzo 2015 si è aggiunta alle regioni con gestione sanitaria separata.
  • soccorso di ferito non impegnativo con ambulanza 56 euro l'ora.
  • soccorso di ferito mediamente impegnativo con ambulanza 70 euro l'ora.
  • soccorso di ferito impegnativo con ambulanza 115 euro l'ora.
  • squadre a terra del CNSAS 95 euro l'ora.
In ogni caso l'utente non potrà pagare una cifra superiore a 780 euro.
Per i residenti della Lombardia è prevista una riduzione del 30%.
PIEMONTE

Il Piemonte dal 1gennaio 2016 si è aggiunta alle regioni con gestione sanitaria separata.
  • chiamata e recupero con conseguente ricovero in pronto soccorso: gratuita.
  • negl'altri casi 120 euro di costo fisso più 120 euro di costo al minuto di volo.
  • Se la chiamata è stata causata da un utilizzo di dotazione non adeguato o dalla scelta di percorsi non adatti per capacità o rispetto di divieto il costo arriva massimo ad un tetto di 1000 euro.
  • Se la chiamata è totalmente immotivata (scherzo ecc...)  il costo è totale all'intervento
 
 
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Sentiero 108: sul Monte Chiappo partendo da Salogni (AL)

Undicesima puntata della rubrica “In cammino”, una selezione di percorsi del nostro territorio che il Cai ha censito, mappato e segnalato sul campo. La rassegna prevede sentieri per ogni tipo di preparazione, dalle passeggiate alle escursioni più lunghe e difficili, fino alle mete per i più esperti

IN CAMMINO - Il Monte Chiappo (1699 m) è una caratteristica piramide erbosa, posta nel cuore della zona delle quattro province, che sovrasta le valli Staffora, Boreca, Borbera e Curone e costituisce, in ordine di altezza, la terza vetta del gruppo Antola, dopo i monti Lesima ed Ebro. Sulla sua vetta si trova il confine tra le province di Piacenza (che possiede il versante sud e quello est del monte), di Alessandria (che ha il versante ovest e una parte di quello nord) e di Pavia (che possiede una piccola parte del versante nord).

Sul confine tra le province di Piacenza e Pavia parte la seggiovia che collega la vetta del al paese di Pian del Poggio in cui si trovano anche delle piste da sci alpino; a pochi chilometri di distanza si trova Capannette di Pej, anch'esso fornito di pista da sci utilizzabile quando le caratteristiche meteorologiche lo consentono. Sul Monte Chiappo transitava la via del sale lombarda che, partendo da Pavia, risaliva la valle Staffora, saliva al monte Bogleglio, percorreva tutto il crinale tra la val Boreca e la val Borbera e, dopo il monte Antola, scendeva a Torriglia per raggiungere Genova.

Oggi segnaliamo il percorso con cui si può raggiungere il Monte Chiappo percorrendo il sentiero che parte da Salogni, identificato come Sentiero 108 “Salogni - Monte Chiappo” della zona Tortona e val Curone.

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Quanto monotona sarebbe la faccia della terra senza le montagne.

Immanuel Kant

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