mercoledì 21 settembre 2016

Gruppo Pd: “continua offensiva della Giunta Toti contro parchi liguri. Dopo Piano Casa (sventato) e le nomine, adesso arriva il taglio dei fondi”


Scrive Gruppo Pd in Regione Liguria:Dopo aver utilizzato le aree verdi liguri come camera di compensazione politica per piazzare gli amici degli amici e aver tentato di trasformale in una colata di cemento attraverso il Piano Casa – un obiettivo mancato soltanto grazie all’altolà del Governo che ha impugnato la legge obbligando la maggioranza a tornare sui propri passi e grazie alle modifiche imposte dal Gruppo del Pd in aula – la Giunta Toti torna alla carica contro i Parchi naturali regionali. 

Fallita infatti l’offensiva cementificatrice, il governatore e l’assessore Giampedrone hanno deciso di percorrere un’altra strada per mettere a repentaglio il futuro di questa risorsa fondamentale: tagliarle i fondi. E così grazie a questa decisione rischiano seriamente di saltare i bilanci dei Parchi delle Alpi Liguri, dell’Antola, dell’Aveto, di Portofino, di Montemarcello Magra e del Beigua che si vedranno decurtare un quinto dei finanziamenti, perché – sostiene l’assessore Giampedrone – “devono imparare a spendere meglio le risorse” visto che “i soldi non possiamo fabbricarli”. Una serie di affermazioni arroganti e prive di qualsiasi tipo di visione, che dimostrano ancora una volta la totale miopia di questa Giunta, che un giorno sostiene che la Liguria dovrebbe vivere soltanto di turismo e cinque minuti dopo taglia i fondi proprio ai Parchi, che sono un polo di attrazione importantissimo per il nostro territorio. E non solo. Queste aree verdi vanno difese anche perché, oltre a essere un ottimo volano di promozione turistica, rappresentano un presidio per la difesa idrogeologica del territorio e fanno parte della nostra cultura. Eliminare una parte dei loro fondi – si parla di circa 500 mila euro su 2,5 milioni – significa decretarne la morte, con il rischio di un grave problema ambientale.

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Una mini centrale idroelettrica sul rio, la rivolta di Pigna contro il progetto

 

 

martedì 20 settembre 2016

Domenica 25 settembre: il giro di Salecchio (VB)

Luogo di partenza: SS 659 loc. Fondovalle 808 m
Itinerario: SS 659 loc. Fondovalle, Lago di Altillone, Altillone, Alpe Vova, Case Francoli, Salecchio Superiore, Salecchio Inferiore, SS 659 loc. Passo
Lunghezza: 11 km
Dislivello: 370 m in salita,
Tempo per l’intero giro: 3 h 45
Difficoltà: E (media difficoltà)
Sentieri: G27 + G21

Fonte immagine

Salecchio è un’antica colonia Walser fondata nel XIII secolo da coloni tedeschi immigrati dal Vallese. Su un terrazzo roccioso precipite sulla Valle Antigorio, per 700 anni una piccola comunità (non più di cento persone) visse coltivando la terra e lavorando sugli alpeggi.

L’isolamento e la marginalità portarono all’abbandono del villaggio nel 1966. Il lungo sentiero a mezza costa nel bosco tra Altillone e l’Alpe Vova è molto piacevole, soprattutto se effettuato con i colori autunnali. Ogni paesino Walser va esplorato con calma: riservano sempre piccole sorprese nascoste.

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lunedì 19 settembre 2016

10 cammini per scoprire l’Italia lentamente


Il 2016 è l’Anno dei cammini. E se quest’estate non l’avete già fatto è il momento giusto per partire a piedi alla scoperta delle meraviglie del nostro paese. Ecco 10 itinerari da non perdere. 
Camminare è una rivoluzione. A piedi scopriamo un modo di viaggiare più sostenibile e autentico. Camminando possiamo attraversare senza fretta luoghi incantevoli e meno noti della nostra penisola. Abbiamo l’occasione di meravigliarci ad ogni passo, di ritrovare il contatto con la terra e con noi stessi.

Da nord a sud, lungo lo stivale, ecco 10  itinerari lenti proposti da Ecobnb, la community dedicata al turismo sostenibile, in occasione dell’Anno dei cammini, proclamato dal Ministero del Turismo Italiano nel 2016.

Puoi camminare alla scoperta dei borghi antichi delle Alpi occitane oppure esplorare la natura a picco sul mare, tra campi di lavanda fino alle spiagge del Conero. Scoprire gli angoli nascosti della Versilia o della Tuscia Romana lungo percorsi antichissimi. Attraversare con i bambini incantevoli parchi Naturali o percorrere a piedi la storica via Francigena. Ecco 10 cammini da non perdere.

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domenica 18 settembre 2016

Un altro delitto sul Cammino di Santiago: pellegrino belga trovato morto in un cassonetto


Ancora cronaca nera lungo il Cammino di Santiago. Dopo la morte del pellegrino inglese di pochi giorni fa e il delitto di una turista americana lo scorso anno, un altro omicidio si è consumato in questi giorni sui sentieri della più famosa via di pellegrinaggio del mondo. Secondo quanto riportano Francigena News e molti giornali spagnoli, il corpo senza vita di un uomo belga è stato trovato in una discarica: probabilmente l’uomo è stato investito da un’auto lungo il cammino, poi il cadavere è stato nascosto dall’investitore in un cassonetto e da lì sarebbe finito nel deposito dei rifiuti dove poi è stato rinvenuto.

Joroen Schelstraete, pellegrino belga di 41 anni residente a Gand, si trovava, come faceva spesso negli ultimi anni, in pellegrinaggio sul Cammino di Santiago. “La madre dello sfortunato pellegrino – scrive Francigena News – ha raccontato di avere avuto l’ultimo contatto con lui solo il mercoledì precedente alla sparizione dove l’uomo raccontava di essere rimasto senza soldi pare a causa di una rapina della quale era stato vittima perdendo tutti i soldi, i documenti e i farmaci che assumeva per combattere il mal di schiena”. Secondo fonti locali, invece, Schelstraete avrebbe avuto un acceso diverbio con persone del luogo e per questo sarebbe stato fermato dalla polizia.

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sabato 17 settembre 2016

Cammino di Santiago, pellegrino inglese muore per un colpo di calore

Difficile pensare a un’attività meno pericolosa del cammino. Eppure, anche quando ci si avventura su sentieri sicuri e molto battuti è bene prendere tutte le precauzioni del caso e fare soprattutto attenzione alle condizioni meteo che si incontreranno. La notizia tragica arriva dal Cammino di Santiago dove domenica scorsa è morto un pellegrino inglese di 70 anni probabilmente vittima di un colpo di calore. Il corpo dell’uomo è stato rinvenuto sul tratto del Cammino che collega Castilblanco de los Arroyois, dove il pellegrino aveva trascorso la notte in ostello, e Almaden de la Plata, nel Parco naturale della Sierra Norte de Sevilla.

In questi giorni le temperature nella zona sono molto alte, con punte fino a 40 gradi, e camminare molte ore sotto il sole può essere pericoloso. Per questo è facile immaginare che il tragico incidente sia stato causato proprio dal forte caldo e dalla disidratazione. L’uomo è stato trovato riverso a terra da altri due pellegrini lungo il sentiero che si snoda sotto la collina del Calvario di Almaden: sono stati immediatamente avvisate le autorità sanitarie che giunte sul luogo hanno potuto solo riscontrare che l’uomo era già senza vita.

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giovedì 15 settembre 2016

Cervino, nove alpinisti bloccati nella capanna Carrel


Valtournenche (AO)
Nove alpinisti sono bloccati nel rifugio Capanna Carrel (3.830 mt), sul Cervino, a causa del maltempo (annunciato dai bollettini). Sono quattro italiani, tre sloveni e altri due est-europei, sorpresi dalla bufera di neve ieri. Con loro si trovano due soccorritori. «A piedi è proibitivo scendere con quelle persone, si deve aspettare l’elicottero. Una finestra di condizioni migliori è attesa tra le 14 e le 16, poi è previsto un peggioramento», spiega Massimiliano Giovannini, al comando del Soccorso alpino della guardia di finanza di Cervinia.

I due finanzieri hanno soccorso tre italiani, dopo che il quarto, dal rifugio, aveva dato l’allarme verso le 17. Erano bloccati mentre scendevano dalla Gran Corda (4.000 mt), vicino al Pyc Tindall. I soccorritori sono stati portati dall’elicottero della Protezione civile fino al limite delle nuvole, a 3.400 metri: alle 22 hanno raggiunto i tre, riportandoli a Capanna Carrel verso la mezzanotte.

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mercoledì 14 settembre 2016

Domenica 18 settembre: Le 5 torri di Leivi (GE)

Annullata per avverse condizioni meteo 


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sabato 10 settembre 2016

Mare e Monti di Arenzano, 63enne colpito da un malore

Genova - A metà mattinata, un uomo di 63 anni è stato colpito da un malore ed è morto mentre partecipava alla classica marcia Mare e Monti di Arenzano .
L’uomo, nato in Spagna ma di cittadinanza lussemburghese, aveva scelto di affrontare il percorso più lungo (per partecipare non serviva un certificato medico) e si è accasciato a terra fra il passo della Gava e il monte Reixa, alle spalle della cittadina, in una zona raggiungibile solo a piedi o con l’elicottero: in zona è stato mandato quello dei vigili del Fuoco.
Al loro arrivo, i soccorritori del 118 hanno tentato inutilmente di rianimare il 63enne; dopo il decesso, il corpo è stato portato all’obitorio dell’ospedale San Martino di Genova ed è stato messo a disposizione dell’autorità giudiziaria

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venerdì 2 settembre 2016

Altopiano di Asiago (VI)

Carissimi soci, vi informiamo che sono ancora disponibili alcuni posti per l'avvincente uscita sull'Altopiano di Asiago in programma da venerdì 9 a domenica 11 settembre.

La tre giorni culminerà con la risalita all'incredibile scalinata della Calà del Sasso con i suoi 4444 gradini. Non deve impressionare il numero consistente dei gradini, dall'ultima verifica effettuata abbiamo incontrato lungo il percorso numerose famiglie con bimbi al seguito che percorrevano la gradinata. Un servizio di navette ci trasporterà dall'Albergo alla partenza della gradinata per poi venire a recuperarci all'arrivo della salita. Inoltre ricordiamo a tutti che, chi non se la sentisse di partecipare alla risalita della Calà del Sasso, ha la possibilità, guidati da un nostro Istruttore, di visitare l'Ossario e la Città di Asiago che in quella occasione sarà invasa da numerosissimi stand delle malghe dell'Altopiano, infatti la manifestazione Made in malga, richiamerà centinaia di standisti che con i loro prodotti invaderanno la città.
Non dimentichiamo inoltre la risalita del secondo giorno (circa 1ora e trenta) al Monte Ortigara, detto anche il calvario degli Alpini per la sanguinosa battaglia nella Grande Guerra, un luogo toccante, che richiama ancora oggi tantissimi visitatori anche stranieri.
Tutte le informazioni le potete trovare sul sito dell'associazione: www.lapietraverde.org
Vi aspettiamo.




mercoledì 31 agosto 2016

L'insostenibile irresponsabilità nell'affrontare le montagne

Il Monte Bianco e il suo ghiacciaio
Fotografia di Enrico Bonino

Riceviamo e pubblichiamo una breve riflessione/sfogo della guida alpina Enrico Bonino sull'apparente estendersi della disattenzione e della mancanza di consapevolezza di chi senza alcuna cognizione affronta l'ambiente alpino.

Non so davvero a questo punto se è preoccupazione, sdegno verso il decadimento della razionalità umana, o stupore, o cosa pensare... non lo so più davvero. Posso solo raccontarvi l'ultima della serie, oltre a ciò che troverete nell'articolo pubblicato da 12VDA.

Domenica ore 15: entro nel recinto di sicurezza posto nei pressi del Rifugio Torino di ritorno da un'arrampicata sui Satelliti del Monte Bianco. Passo il primo cancello (il secondo per chi invece parte), entro nel recinto in cui la traccia nevosa ha lasciato spazio a ghiaccio e sassi, e incontro una signora con 3 bambini tra i 3 e i 7 anni circa: tutti rigorosamente vestiti da città, un bambino addirittura con calzature espadrillas. Fin qui, situazione già al limite per via dell'età dei bambini e delle condizioni ghiacciate, mi limito ad osservare. Poi mi avvicino alla signora e la esorto gentilmente a non uscire dal secondo cancello spiegandole che è pericoloso. Questa, stranamente mi ringrazia e prosegue per la sua strada, io per la mia. Poco dopo mi giro dubbioso, e come volevasi dimostrare, la gentil signora esce dal cancello e si avventura sul ghiacciaio lasciando giocare liberi i bambini. Le grido da lontano di rientrare subito nel recinto e tornare in terrazza. Lei ha da ridire, tergiversa, e dopo un pò rientra. I bambini (3 x 1 adulto) camminano a fatica scivolando sul ghiaccio, ma rientrano tutti salvi, ignari (?) del fatto che se anche solo uno fosse scivolato sulla traccia, sarebbe passato sotto alla rete del recinto e poi chissà...

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Morti sul Rosa. L’opinione e i consigli di Michele Cucchi

 

 

 

 

martedì 30 agosto 2016

Escursionista soccorso sul sentiero per il Monte Tobbio

E' dovuto intervenire l'elisoccorso per portar in salvo un escursionista, colpito da malore mentre percorreva il sentiero verso la cima del Monte Tobbio


VOLTAGGIO (AL) - Sono sempre tanti gli escursionisti che in queste giornate di sole provano a salire sul monte Tobbio, sia dal sentiero panoramico da Bosio, sia dalla strada di Voltaggio. La meta è la chiesetta in cima al monte che in giornate serene offre una vista panoramca unica nel suo genere: il golfo di Genova e le colline Langa e del Monferrato. Se si è fortunati si scorgono le coste della Corsica.

Il caldo però può giocare brutti scherzi: alle 14 è intervenuto l'elisoccorso a Voltaggio per salvare un escursionista che ha accusato un malore (probabimente un colpo di caldo) mentre percorreva il sentiero verso il Monte.


Fonte

lunedì 29 agosto 2016

Tragedia sul Rosa, tre morti, la drammatica sequenza dalle webcam e foto aeree.

L’associazione Meteo Live Vco si trovava in volo per il progetto “I Ghiacciai dell’Ossola” ecco le immagini del punto di distacco alle ore 10, immagini a disposizione se fossero necessarie per le operazioni di recupero:

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sabato 27 agosto 2016

In jeans tra i crepacci del Monte Bianco

Una delle fotografie postate da Ippolito sulla sua pagina Facebook
Courmayeur (AO)
Lui che dice a lei «io aspetto, passiamo uno per volta» mentre con titubanza si accingono ad attraversare un pericoloso crepaccio indossando jeans e scarponcini da trekking; ma anche il fotoamatore che, non legato, si affaccia su un’altra grande fessura del nevaio: sono le scene immortalate dalla guida alpina Gianluca Ippolito nella zona del ghiacciaio del Gigante, facilmente raggiungibile dai turisti grazie alla funivia Skyway del Monte Bianco e all’ascensore per il rifugio Torino (3.375 metri).

Ippolito venerdì pomeriggio stava rientrando con un cliente da una gita al Col des Flambeaux: «Erano almeno una cinquantina le persone non attrezzate, loro però sono emblematici. Le nozioni tecniche possono mancare, ma - ricorda - i recinti e i cartelli di pericolo posizionati dalla società delle funivie e dalla guardia di finanza ci sono. È un problema culturale degli italiani. Le persone confondono “facile” con “non pericoloso”, ma è come andare di notte a fari spenti».

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Allarme sui Sibillini terremoto spacca i sentieri anche in Valnerina




Allarme sui Sibillini terremoto spacca i sentieri anche in Valnerina e sui monti   A seguito degli eventi sismici dei giorni scorsi e delle continue scosse di assestamento ecco alcuni consigli sulla frequentazione delle nostre montagne. Se nei prossimi giorni andate in montagna, nella zona nord della Val Nerina e Monti Sibillini o altre catene dell’appennino centrale, vi raccomandiamo di fare molta attenzione
Sui sentieri c’è il rischio di frane e caduta massi, in particolare bisogna fare attenzione nelle gole o forre, nei sentieri sotto alle pareti di roccia o esposti, anche se non si notano pericoli evidenti, perché potrebbero essere stati resi insicuri dalle scosse.
Vi consigliamo vivamente di non andare ai Laghi di Pilato o sulle Creste meridionali dei Sibillini finché non si calmano le scosse di assestamento. Intanto il comune di Montefortino ha anche emesso un’ordinanza per chiudere la strada che collega la Frazione di Rubbiano alle Gole dell’Infernaccio e alle parti interne.
Questo l’elenco delle zone più a rischio:
1- tutta la valle del Lago di Pilato;
2- creste del Vettore e del Redentore;
3- tutta la valle di foce di Montemonaco;
4- Lame Rosse;
5- Gole dell’Infernaccio;
6- Monte Priora;
7- Gole dell’Acquasanta di Bolognola;
8- Gole del Fiastrone;
9- strada del Fargno in particolar modo verso Bolognola;
10- strada del monte Sibilla.

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mercoledì 24 agosto 2016

Crollo sul Gran Sasso, il rifugio Franchetti: “Questa notte ha ballato tutto”

Frane ci sono state sulla parete est del Corno Piccolo. Il gestore: «Aspettiamo che si diradi la nebbia e vedremo l’entità»


C’è nebbia al rifugio Franchetti, per questo non è ancora possibile verificare l’entità del crollo, che comunque si è sentito: frane ci sono state sulla parete est del Corno Piccolo, quarta vetta del Gran Sasso (2655 metri), a nord ovest rispetto al Corno Grande. «Questa notte ha ballato tutto – racconta Luca Mazzoleni, gestore del rifugio, che ieri ospitava una ventina di persone - ho il letto che dà sulla finestrella e malgrado avessi i tappi alle orecchie ho sentito scosse e rotolamenti. Abbiamo avuto paura, non tanto per noi quanto per i paesi sottostanti, il pensiero corre sempre al terremoto dell’Aquila, la preoccupazione era per quanto poteva succedere a valle». 

Il Franchetti – come lo chiamano gli escursionisti - è un rifugio d’alta montagna situato a 2433 metri e raggiungibile solo a piedi con almeno un’ora di cammino in estate. «Il sentiero al momento è a posto, lo abbiamo già percorso in parte per verificare se la strada si fosse bloccata ma per fortuna è abbastanza sgombro, certo c’è qualche frana e alcuni punti che sono diventati più disagevoli, ma non si tratta di un crollo fuori dal normale…

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Quanto monotona sarebbe la faccia della terra senza le montagne.

Immanuel Kant

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